La Notte cs505

 

 

 

 

 

 

 

 

"Prolegomena for an initiatory listening" nennt der Drummer Francesco Cusa "Skrunch", FLAVIO ZANUTTINIs Capo bei The Assassins, seinen Alleingang La Notte (Creative Sources, cs 505 / Umland 15). Denn er sieht da die Klangwelt des Friauler Trompeters in Götterdämmerungsdüsternis getaucht und gar in die Urfinsternis des Urgötterpaars Kek- Keket aus der Achtheit von Hermopolis. Das ist natürlich zum Großteil Projektion, aber angestoßen durch Zanuttinis Stichworte 'Secrets' und 'Éveil' (Erleuchtung), für Cusa der Ausgang einer psychogeographischen Odyssee. Zanuttini scheint mit 'Doppelgänger' (verdoppelt in 'ME & me' und 'Bipede') eher Nietzsche zu variieren: "Abgerechnet nämlich, daß ich ein Geschöpf der Nacht bin, bin ich auch dessen Gegensatz." Mit 'Scelsi' als Leucht- turm. Oder schwarze Sonne. Erstaunlich ist, wie Zanuttini dann fauchend, stöhnend, ächzend, züllend, wie garrottiert oder Ventile sprengend quasi ganz allein den Bruit 4- Sound zustande bringt. Pressend wie eine Gebärende verdoppelt er sich mit Spaltklang und Obertönen in einen Dunklen und einen Strahlenden, einen Gequälten und einen Singenden. Abgerissene und gestauchte Kürzel, matt glänzender Zapfenstreich, kontra- basstiefes Grollen, zischend und ploppend querulierender Zweiklang und gequetschte Laute münden in Scelsi Namen in einem sonoren Halteton, der sich aufzackt zum Akkord und völlig spaltet. So wird, pressend und stoßend, der schrille Tonkern hörbar ('Nucleo') und zuletzt als dissonant-insistenter Dauerton seine eindringliche Strahlkraft. (bad alchemy)

 

Parto da Flavio Zanuttini, trombettista friulano che sta tentando di intraprendere una via di fuga dal mainstream jazz che l'ha caratterizzato finora. Dopo un ventennio di attività passata tra Italia e Germania soprattutto, il suo primo album in solo, dal titolo "La notte", vira decisamente dall'indirizzo paventato da riviste come Musica Jazz, che nel 2011 lo nominò tra i migliori trombettisti, nel momento in cui Zanuttini sembrava fosse attratto dalle esperienze del fusion jazz germanico (artisti e mentori sostanzialmente dimenticati come Uli Beckerhoff o Hugo Read venivano in soccorso ispirativo); la spinta per produrre sforzi in direzione della libera improvvisazione è arrivata dopo che Zanuttini ha partecipato all'anonimo quartetto di trombe preparate (eccetto la sua), determinato dal tedesco Florian Walter, una propedeuticità teorica utile per affrontare la non convenzionalità delle proposte. In La notte si scorre in strade aperte al chiaroscuro, dove la tromba, totalmente protagonista, reclama un filo logico e una coerenza: Bipede tira i registri, e sembra poter evocare una via mediana tra un ladro notturno che si infiltra e le accensioni di una fiamma elettrica, Cantabile è una melodia dalle plurime sfumature, frutto di svolte continue nella tecnica di emissione,  Doppelganger produce un trascinamento e una riflessione, Eveil contorce lo strumento, mentre Me me è abrasiva; Scelsi, poi, è oggetto di omaggio specifico, con note allungate e deviate dalla microtonalità, mentre Secrets usa il fraseggio cortissimo e straziato per imporre un mistero.
Ispirato dal Blue bird di Maeterlinck, La notte è un modo eccellente di documentare sentimenti, idee e timori del ventunesimo secolo, di esprimere una improbabile realtà che solo nelle ore notturne può manifestarsi: le note interne, profondamente filosofiche di Cusa, possono darvi certamente un indirizzo estetico, ma io assegnerei a La notte anche un valore psicologico, tremendamente attuale, così come si presenta nella disponibilità delle ultime generazioni di giovanissimi: come sottolineato argutamente da molti filosofi o sociologi, la notte è per la nostra gioventù un paravento, uno stato di fatto completamente alternativo e lontano dalla realtà che si consuma di giorno per gli "adulti", con tutte le connessioni positive o negative che comporta. La musica di Zanuttini stimola meravigliosamente l'immaginazione e potremmo essere indotti a pensare che l'uccellino della felicità di Maeterlinck sia anche quello del triestino. Percorsi Musicali (Ettore Garzia)